WopArt raccoglie la sfida e rilancia: non solo carta, anche Nft | Corriere della Sera

19 Settembre 2022
di Cecilia Bressanelli

Dal 23 al 25 settembre a Lugano cinquanta gallerie e fondazioni espongono lavori su supporti materiali e digitali. Accanto all’area dedicata al mercato mostre e installazioni.


John Kotzé, «Flailing, Falling, Floating… VI» (2022)

L’appuntamento torna puntuale. Da venerdì 23 a domenica 25 settembre apre a Lugano, in Svizzera, la settima edizione di WopArt/Works on PaperFair, la fiera dedicata — prevalentemente — alle opere su carta. Cinquanta saranno le gallerie e fondazioni, da Italia, Svizzera, Francia, Germania, Emirati Arabi, Iran, che nei consueti spazi del Centro Esposizioni mostreranno e proporranno in vendita a collezionisti e visitatori opere d’arte su supporto cartaceo. Ma non solo.


Filipe Branquinho, «Hair» (2022), china, Posca e fineliner su carta Archer 300 gsm (Akka Project)

L’edizione di quest’anno guarda oltre la carta. Lo spiega il titolo scelto per il 2022: Others. The Paper and its Mirror, Nft!, ovvero «Gli altri. La carta e il suo specchio, Nft!». In un’ottica di «inclusione e sostenibilità», come spiega Robert Phillips, direttore culturale di WopArt (il presidente è Alberto Rusconi), già curatore di mostre ed esposizioni in tutto il mondo e collaboratore, tra gli altri, del Moma di New York: «Inclusione e sostenibilità sono, anche, capacità di fissare e portare a rappresentazione una relazione complessa e, così, cristallizzare in un evento il rapporto tra la persona e la multiforme realtà che la circonda». Una realtà che, in ambito artistico, si traduce nella sempre più forte presenza del digitale, con l’introduzione degli Nft (opere digitali crittografate che pure quest’anno potranno essere proposte dagli espositori di WopArt), futuro veicolo della contemporaneità.

In questo modo WopArt vuole aprire un dibattito sul rapporto tra carta e digitale. Si parte da una domanda: «Carta o Nft? Quale futuro nel mercato dell’arte?»; quesito che sarà al centro di una delle conferenze dell’area Talk della fiera. Moderati da Luca Zuccala, a discutere del tema (domenica 25 alle 16.30) saranno Gianni Armetta, Fabrizio Vedana (ArtN) e Paolo Manazza. Pittore e giornalista, tra gli ideatori di WopArt, Manazza suggerisce: «Nell’arte per i prossimi venti o trent’anni la carta sarà sempre vincente. Questo perché la produzione artistica storica si è realizzata in gran parte su carta», e anche oggi rimane centrale. Il futuro più remoto è tutto da esplorare.

La carta quindi si propone come un’opportunità per affacciarsi al mondo dell’arte e del collezionismo. Tra gli stand di espositori come le gallerie Farsetti (Milano) e Mazzoli (Modena), Akka Project (Venezia-Dubai), Migrant Bird Space (Berlino-Pechino), Mojdeh Art Gallery (Tehran), Iris Contemporary Space (Tehran), sarà possibile osservare e acquistare opere fisiche, ma anche digitali, a partire da 300 euro per gli artisti emergenti; oppure lavori — naturalmente su carta — di maestri antichi e moderni che partono dai 2 mila euro. Tra le opere proposte a WopArt ci saranno la china Il Go di Emilio Isgrò (1972) presentato da Stefano Orler (Venezia); il Senza titolo di Robert Rauschenberg (1974) esposto da Galleria Immaginaria (Firenze); oppure Extrapagina di Grazia Varisco (1977-2011) proposto da Cortesi Gallery (Lugano-Milano).

Oltre l’area destinata al mercato dell’arte, diverse sono le mostre presenti a WopArt, che in un contesto di «inclusione» esplorano sia la materia che il digitale. All’ingresso sarà collocata la personale di Valentina Picozzi, giovane star dell’arte digitale. Ci sarà spazio anche per l’intelligenza artificiale nella mostra Am I Human? curata dallo scienziato Luca Maria Gambardella e dedicata all’interazione tra uomo e macchina, dove in tempo reale saranno prodotti ritratti dei visitatori.

Nell’area Talk dedicata alle conferenze saranno invece esposte le opere su carta di Paola Greggio (sorella di Ezio). A queste mostre si aggiungono l’esposizione allestita nella Vip Lounge dal marchio d’orologeria Eberhard/Mersmann e quella realizzata dalla Fondazione culturale di Bnp Paribas (i main sponsor della fiera). Uno spazio è dedicato anche alla Fondazione Hermann Hesse che celebra i cento anni dall’uscita di Siddhartha, pubblicato nel 1922 dall’autore tedesco naturalizzato svizzero.

Dopo il successo del 2021, grazie alla rinnovata collaborazione con il Museo delle Culture (Musec) di Lugano sarà presentata una selezione di disegni di bambini della Papua Nuova Guinea, raccolti sul campo all’inizio degli anni Cinquanta dall’artista Dadi Wirz (che fanno parte dell’esposizione L’infanzia del segno, in corso al Musec fino al 2 ottobre).

Alle mostre si aggiunge anche quella nello spazio Gaze Off, ideato da Franco Marinotti e Guido Tognola. E per tutta la settimana l’arte non sarà protagonista solo dell’evento fieristico, ma conquisterà tutta la città di Lugano, con installazioni diffuse di arte contemporanea.

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