NUOVE APERTURE VENEZIANE: AKKA PROJECT PORTA L’AFRICA IN ITALIA E PROPONE UN DIALOGO | ARTE COMPRESSA #76.

17 Febbraio 2019
Barbara Martusciello

Akka Project, che ha già un’esperienza internazionale di quattro anni, passati nel tempio del lusso-Dubai, si è, dagli esordi, occupata di promuovere e diffondere un’arte contemporanea ancora troppo poco conosciuta e valorizzata persino dai mercati culturali, solitamente attentissimi alle novità e a ciò che vale anche a livello commerciale.

Stiamo parlando di Arte Africana – con le maiuscole – che la galleria tratta attraverso “un fitto programma di mostre ed eventi”, con una “forte passione per il lavoro degli artisti” che l’ha portata a “supportare una serie di nuove produzioni, con la volontà di finanziare progetti culturali meritevoli che incentivino i giovani artisti a seguire il loro percorso.”

Quindi, dopo Dubai, è la volta di Venezia, dove la galleria ha deciso di aprire una nuova sede; perché proprio qui?

Perchè Venezia è città internazionale e globalmente “riconosciuta per il suo valore artistico”.

Dunque da Dubai a Venezia; e qual è la mission della galleria in Italia?

Quella di “consolidare il legame tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Europa.”

Dio sa se oggi ne abbiamo bisogno! E come sempre, a ciò possono contribuire la Cultura e le Arti, capaci di erigere ponti percorribili, dialoghi possibili…

Infatti, la politica culturale della galleria è proprio quella “di instaurare un dialogo costruttivo” e analizzare e proporre “nuove linee di ricerca tra differenti culture”.

Questo l’humus fertile alla base di Masquerada, la mostra d’esordio veneziano: con gli artisti Leonce Rafael Agbodjelou e Teddy Mitchener. Già presenti in numerose collezioni, tra le quali la Collezione Pigozzi di Ginevra – specializzatasi proprio in arte africana – gli artisti presenteranno un ciclo di lavori incentrato sul concetto di maschera. Molto pirandelliano…

“Il termine maschera, proveniente probabilmente dall’arabo maskharah, significa caricatura, beffa’ e compare – anche se con modalità e significati differenti – all’interno di diverse culture e aree geografiche.
La città lagunare è da sempre conosciuta per la storia delle sue maschere e dei suoi costumi: indossando la maschera si entra a far parte di una grande illusione collettiva nella quale l’identità, il sesso e la classe sociale si mischiano e si perdono aprendo le porte a libertà e trasgressioni. A differenza di queste, le maschere della tradizione africana non rappresentano qualcosa di realistico o verosimile ma sono la concreta presenza di un determinato spirito, fulcro di un incontro sociale in cui, tra danze e costumi fantastici, si mostra onore e riverenza alla visita degli spiriti che vengono invitati a entrare nel corpo della persona che indossa la maschera.”

Dunque, in Masquerada gli artisti esplorano il ruolo della maschera all’interno della loro cultura servendosi di media differenti.

“Leonce Raphael Agbodjelou fotografa magistralmente le Masqueradas del Benin riflettendo sull’ornamento rituale e la spiritualità del mascheramento a contatto con i processi di cambiamento in atto, mentre Teddy Mitchener reinterpreta in chiave contemporanea le maschere tradizionali investigando la lenta ed inevitabile scomparsa di rituali e tradizioni nelle realtà africane.”

Info mostra

  • MASQUERADA | Leonce Rafael Agbodjelou, Teddy Mitchener
  • 21 febbraio 2019: inaugurazione
  • Fino al 4 aprile
  • Akka Project
  • sede italiana: Calle de La Verona 3659/A, San Marco, Venezia
  • Orari: Mercoledì / domenica 11:00 – 18:00 o su appuntamento
  • +39 348 922 3881; +39 3473834943
  • www.akkaproject.com
  • DUBAI – UAE: Warehouse 8 – First Al Khail Road | Al Quoz 1 – +971 58 5576369

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